sinossi 3 - Angelo Franco

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sinossi 3

 
 
Rompi questo silenzio.
 
Il potere della Mafia e la sua vittima siedono a un tavolo da gioco per una partita di scacchi. Ma è un tavolo di morte dove la partita risulta già giocata e vinta ancor prima di una mossa. La Mafia è rappresentata da una figura oscura, fiera e prepotente che detiene già tutti i pezzi della scacchiera, soltanto la sua idea di Credo e di Fede lo accompagnano. La vittima è rappresentata da un uomo impotente, con lo sguardo sottomesso e le mani nascoste: senza pezzi da gioco nessuna mossa alla scacchiera gli ormai concessa. Ma lui non è solo: mani amiche gli porgono strumenti per combattere. Una regina e un libro diventano simboli di forza e di cultura per combattere il male oscuro della Mafia, spronandolo a “rompere questo silenzio”.
 
 
Gioco di potere.
 
In questa seconda tela, dedicata al tema della Mafia, la scacchiera diventa elemento essenziale nelle mani dei potenti. La figura oscura impone la sua forza prepotente di fronte alla sagoma dell’uomo sottomesso e sopraffatto. Ed ecco la scacchiera scomporsi sotto il peso del potere oscuro, sprofondando in un vuoto inquietante dove le pedine più deboli ne sono trascinate e le restanti, più potenti, dominano come su grattacieli imponenti in un “gioco di potere” responsabile di quel rosso sangue che sembra scorrere attorno ad essi.
 
 
Scacco matto.
 
Ultima tela del trittico dedicato al tema della Mafia. Le tre figure bianche, finora simbolo del sopruso e della sottomissione, annunciano il loro riscatto. Le umiliazioni subite e alcune ferite, ancora sanguinanti, sono adesso simbolo di forza. Loro detengono le chiavi della cella che accoglierà la personificazione della Mafia. Quel male oscuro che, ancora con le mani insanguinate, inizia a percorrere il corridoio che lo porterà alla definitiva detenzione. Ormai le sbarre separano le loro vite e la scacchiera, finora simbolo del gioco di potere, riflette finalmente la conquista della libertà mostrando, fiera  e leggiadra, il suo scacco al re.
 
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