sinossi 4 - Angelo Franco

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sinossi 4

 
Tela 1 - titolo: LA….TI REGALERÒ PAROLE
 
Sinossi. Due corpi nudi e una scala sono gli elementi chiave della prima delle quattro tele che costituiscono l’intera opera. Un uomo, portatore di caratteri alfabetici, appare imponente dinanzi a una figura di donna: la Dea musica. A lei si propone, donando lettere che solo la Musa potrà trasformare in una composizione musicale. I tasti di un pianoforte prendono improvvisamente forma in una scala al cui apice è possibile intravedere la luce, il cielo e un albero. Sono gli elementi che accompagneranno il viaggio della Dea musica che, col suo corpo già rivolto verso la gradinata, ci esprime di voler intraprendere.
 
Il “La”, la nota presente nel titolo di questa prima tela, ci riconduce al pentagramma fissato al suolo, dove le note e le parole di una canzone sono solo in parte rese volutamente visibili. Ma sono proprio queste righe che ci spiegano il primo e forte legame tra l’uomo e la donna: dal terreno dove lui, imponente poggia, esse si allontanano per poi avvolgere completamente la Dea musica. I loro corpi seppur lontani sono intimamente connessi. Delle foglie entrano dall’alto della scala, come soffiate dal vento, invitando la Musa a compiere il suo cammino e una piccola foglia cade sul tasto “La” indicando la strada da percorrere.   
 
 
Tela 2 - titolo: ABBANDONI
 
Sinossi. Lo scenario cambia radicalmente quando la Dea musica intraprende il suo viaggio e l’uomo percorrerà la sua strada in solitudine. Una sorta di viale alberato è l’apparente protagonista di questa tela. Tronchi di alberi si ergono paralleli e si sviluppano come corpi umani le cui braccia e gambe formano rami. Due paia di braccia “entrano” decise nella scena e le loro dita esperte sfiorano i tronchi, suonandoli come le corde di un’arpa. Al fondo un’entità astratta pare osservi impotente e indifferente uno scenario crudo e spoglio.
 
Cosa succede quando le parole e le note non formano musica? È quello che capita quando l’uomo crede di potersi servire della sola forza delle parole. Il legame con la musica si perde nella staticità delle proprie idee che ci avvinghiano, trasformandoci in rami secchi privi di umanità. Gli occhi dell’entità Dea sono volutamente assenti, quasi a non voler assistere all’abbandono dell’uomo, alla separazione tra musica e parole.
 
 
Tela 3 - titolo: PENTIMENTO E PERDONO
 
Sinossi. In questa terza tela i due protagonisti uomo e Dea ritornano in uno scenario arido e crudo. L’uomo ha perso le sue lettere, le parole e si aggrappa con disperazione ad un corno da guerra, simbolo del suono primordiale, richiamo di lotta e di vita. La Dea non lo abbandona, lo trova e perdona il suo solitario tentativo donandogli ancora musica. Questa fuoriesce come un fiume di luce dalla sua bocca, le righe del pentagramma ritornano a simboleggiare la musica e il rosso della passione tornerà a nutrire la terra arida di suoni.
 
Pentimento e perdono si uniscono in un ambiente brullo, tetro e sofferente. La caduta delle lettere dal corpo dell’uomo affranto e pensieroso, rappresentano il fallito tentativo di comporre senza note: la sola forza delle parole non basta. La Musa perdona e, questa volta, donerà lei musica al suo paroliere.
 
 
Tela 4 - titolo: RINASCITA
 
Sinossi. Nell’ultima tela un bambino prende vita e cammina sulle corde tese di una chitarra. In equilibrio, su di esse, porta fiero e deciso sulle sue mani la Dea musica e l’uomo con i suoi caratteri alfabetici. Tutto è in equilibrio, la musica è protagonista ma anche quattro entità, simbolo di un pubblico testimone, appaiono e osservano la rinascita. Parole e musica pervadono il bambino che avanza fiero verso un ignoto che osserva pacato la stabilità di questa unione.
 
Solo nel perfetto equilibrio tra parole e note, la musica prende vita assumendo quel valore universale che unisce i popoli così come le corde ramate attraversano le menti di questi inaspettati ed universali spettatori.
 
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